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Vertice di Ventotene

14/settembre/2016

Lo scorso 22 agosto, il Primo Ministro, Matteo Renzi, ha incontrato a Ventotene la Cancelliera tedesca Merkel e il Presidente francese Hollande per discutere del futuro dell’Unione europea post-Brexit. L’incontro ha gettato le basi per il summit informale che riunirà i capi di stato e di governo dei 27 Stati Membri a Bratislava il prossimo 16 settembre.

In un’Europa schiacciata dalla rimonta dei nazionalismi e dei populismi, nonché dalla prospettiva di un’ondata di referendum simili a quello britannico negli altri Stati Membri, i tre leader, rappresentanti degli Stati europei più grandi, hanno cercato di rispondere a cosa e come riformare l’Unione europea. Per ora, sono chiare le cause che hanno gradualmente corroso l’originario progetto europeo, che proprio a Ventotene era emerso, nel 1941, sotto forma di “Manifesto per un’Europa libera ed unita”, a favore di un superamento dei limiti dei singoli Stati-nazione e della costruzione di una federazione sovranazionale di Stati. Dell’originario progetto resta ben poco, e proprio da lì bisogna ripartire: la visione sovranazionale non si è mai tradotta davvero in una politica estera europea e una politica di difesa e sicurezza comune. L’Europa è implosa sotto il peso di politiche di austerity mal accettate dai cittadini europei, e dell’incapacità europea di rispondere in modo univoco a questioni spinose, come la crisi finanziaria, le disuguaglianze, la crisi dei rifugiati, l’aumento della radicalizzazione.

Mentre i leader si interrogano su come far ripartire il progetto europeo, ad essere in dubbio è il progetto stesso che risente della gestione ancora spiccatamente nazionale di molte questioni chiave. Un esempio tra gli altri, i muri di confine anti-immigrazione che si stanno alzando a Calais, testimoni del fallimento del sistema europeo comune di asilo e delle poltiche UE in materia di migrazione. Se l’Europa non deve finire con la Brexit, ma ripartire da essa con più vigore, è necessario che l’Unione europea dimostri nei fatti di essere una soluzione ai problemi dei suoi cittadini con strategie concrete e politiche efficaci.

Tante le sfide, dunque, che attendono i capi di stato nel prossimo incontro di Bratislava. Tra le proposte già avanzate da Italia, Francia e Germania, ci sono gli investimenti sui giovani e sull’economia digitale, il rilancio dell’economia con più flessibilità sui vincoli di bilancio, la lotta al terrorismo e il tema della cultura come simbolo dell’identità europea. Terreno di scontro sarà l’approccio alle politiche fiscali che divide i Paesi europei: ancora austerity o più sostegno agli investimenti?

Sabrina Iannazzone

Stagista presso il Parlamento europeo (Bruxelles)

Trainee at the European Parliament (Brussels)

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