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Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

21/Aprile/2016

Nell’ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), la Commissione europea lancia tre call per promuovere innovazione e crescita della ‘blue economy’. I vari bandi di finanziamento sono stati presentati presso la Commissione Europea il 5 aprile 2016. A moderare l’incontro, Bernhard Friess, direttore della DG MARE.

7,5 milioni di euro, per un totale di 17 progetti finanziabili, sono destinati alle call: “Blue Careers”, “Blue Labs” e “Blue Technology”. Obiettivo comune dei bandi è rendere competitivo e attrattivo il settore della ‘blue economy’ per studenti/ricercatori, lavoratori e aziende, promuovendo iniziative concrete volte allo sviluppo di nuove competenze. Come sottolinea Sigi Gruber, responsabile dell’unità delle risorse marine (DG Ricerca e Innovazione), il potenziamento di ricerca e skill professionali nel settore marittimo non è ancora una priorità per gli Stati membri, nonostante il potenziale di mari ed oceani sia enorme e il settore della ‘blue economy’ abbia un impatto decisivo sulle economie della costa e dell’entroterra. Basti pensare alle opportunità di lavoro legate alla crescita blu, ovvero la crescita sostenibile e l’innovazione nei settori marino e marittimo. Sigi Gruber, infatti, indica come priorità per la Commissione e per gli Stati membri l’informazione sui potenziali posti di lavoro e sui benefici per i cittadini, insieme all’integrazione delle strategie e alla cooperazione tra gli stakeholder e i decision-maker per rispondere alle sfide comuni dei bacini marini europei.

L’obiettivo primario di “Blue Careers” è colmare il gap di competenze tra il mondo accademico e le esigenze delle aziende e del mondo del lavoro, in generale. A tale scopo, le industrie marittime rappresentano un importante anello di congiunzione tra lavoro e formazione, sia a livello locale che regionale, affinché i risultati delle ricerche possano andare al di là della pura ricerca accademica. Un ulteriore obiettivo, infatti, è rafforzare la cooperazione transazionale e interregionale tra gli stakeholder coinvolti nelle ‘carriere blu’. Tra le possibili attività complementari, il bando invita a sensibilizzare gli studenti sul settore della ‘blue economy’ e a trasferire i risultati del progetto ad altre regioni europee, nell’ottica di creare sinergie tra gli Stati membri e tra i vari programmi europei di finanziamento relativi a innovazione tecnologica, PMI ed economia blu, come COSME e HORIZON 2020. Per partecipare alla call, bisogna presentare un consorzio formato da un minimo di due persone giuridiche ‒ un ente di formazione e un’azienda o una camera di commercio, per esempio. Il periodo per fare domanda scade il 31 maggio 2016. Come per gli altri due bandi, la durata del progetto è di massimo due anni.

La call “Blue Labs”, ugualmente in scadenza il 31 maggio 2016, fissa come priorità la bonifica di aree marine e marittime, lo smaltimento dei rifiuti marini, la salvaguardia del patrimonio culturale subacqueo, la protezione dei mari dalle specie esotiche invasive e dalla proliferazione delle meduse. Un buon candidato per questa call è un progetto che riunisce un team di ricercatori, aziende e industrie al fine di sviluppare soluzioni innovative per specifiche sfide in ambito marino e marittimo. La peculiarità di “Blue Labs” sta proprio nell’idea di un laboratorio blu che individui una o più sfide, insieme alle relative strategie per raggiungere i risultati attesi. Un laboratorio, quindi, che sia orientato a iniziative concrete, che guardi all’impatto sugli stakeholder, e coinvolga un team multidisciplinare (studenti, settore pubblico e privato). Per questa call, sono eleggibili anche candidati da paesi terzi, che costeggiano i bacini del Mar del Nord, Mar Baltico, Mar Nero, Mediterraneo e Atlantico, inquadrati in determinati quadri di cooperazione ‒ la Strategia EU-Atlantico e la Sinergia Mar Nero, per esempio. Le proposte di progetto devono essere presentate da un consorzio di minimo due organizzazioni (un ente di ricerca o formazione e un ente pubblico o privato) che risiedono in uno degli Stati membri.

“Blue Technology” è una call sperimentale che mira a creare partnership strategiche finalizzate a roadmap congiunte di investimento per progetti marini e marittimi. L’obiettivo principale è apportare, in tempi brevi, soluzioni innovative per le economie marine tramite partenariati smart e transnazionali tra parti pubbliche e private. Le roadmap devono includere un piano di investimento di pronto utilizzo per le industrie e le istituzioni finanziarie. I progetti eleggibili riguardano qualunque attività con ampio potenziale di sviluppo in settori, servizi e tecnologie legati alla crescita blu. Tuttavia, sono particolarmente incoraggiati i progetti che rispondono alle aree di priorità individuate da “Circular Economy Package”, “Energy Union and Climate” e Agenda digitale europea.

Anche in questo caso, i partecipanti possono provenire da Stati membri o paesi terzi. Il consorzio, invece, richiede un minimo di tre persone giuridiche, cioè tre organizzazioni cluster e/o business network appartenenti a diversi Stati membri. Il termine di presentazione dei progetti scade il 30 settembre 2016.

Maggiori informazioni sui tre bandi di finanziamento sono disponibili ai seguenti link:

https://ec.europa.eu/easme/en/call-proposals-blue-careers-europe

https://ec.europa.eu/easme/en/call-proposals-blue-labs-innovative-solutions-maritime-challenges

https://ec.europa.eu/easme/en/call-proposals-blue-technology-transfer-innovative-solutions-sea-basin-economies

 Sabrina Iannazzone

Trainee at the European Parliament (Brussels)