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Il Sud della Sardegna come “Prima destinazione sostenibile in Europa”

10/marzo/2016

Al progetto universitario cagliaritano, primo tra circa 200 concorrenti, sono state riconosciute, dalla Commissione europea, “le migliori pratiche di sostenibilità in materia di salvaguardia dell’ambiente, della comunità e della sua identità”.

La Commissione europea ha conferito al Sud della Sardegna il titolo di “Prima destinazione sostenibile in Europa” per il turismo e l’ambiente. Un riconoscimento, questo, di enorme importanza, che non valorizza solo le bellezze della Sardegna e le risorse del suo territorio, ma si pone in linea con l’obiettivo di rilancio del turismo posto in essere dall’Italia puntando proprio alla sostenibilità, in quanto settore strategico cui far riferimento per promuovere la crescita economica, la creazione di nuovi posti di lavoro ed assumere un ruolo importante negli obiettivi di riduzione della Co2.

Il progetto, portato avanti dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’università di Cagliari, sotto la guida della docente Patrizia Modica, ha prevalso su altri duecento progetti provenienti da altrettante destinazioni europee, tra cui Barcellona e la sua provincia che hanno partecipato alle due fasi pilota del sistema europeo Etis (European Tourism Indicators System for sustainable destination management) per implementare le migliori pratiche di sostenibilità secondo standard internazionali riconosciuti per la salvaguardia dell’ambiente, della comunità e dell’identità e per uno sviluppo economico sostenibile che preservi territori e risorse per le generazioni future.

L’area detentrice di questo primato in materia di sostenibilità è la zona costiera meridionale attorno a Cagliari compresa tra Chia e Costa Rei, zona sarda meno pervasa da ondate turistiche rispetto ad altre località, ma non per questo meno significativa.

Una fitta ed efficiente collaborazione tra le università e i territori è stata la chiave di questo importante riconoscimento: il progetto, infatti, è partito nel 2013 con Visit South Sardinia, Destination Management Organization, grazie ad un accordo con i comuni di Cagliari, Domusdemaria, Muravera, Pula e Villasimius e i relativi consorzi turistici. All’interno di questa rete collaborativa,l’università ha fornito le conoscenze e le competenze scientifiche necessarie per creare un sistema integrato di relazioni tra imprese e istituzioni che hanno poi consentito di tagliare il traguardo in una competizione di livello internazionale.

Il progetto deve poi la sua buona riuscita anche alle possibilità create dalla relazione dell’Ateneo cagliaritano con l’Organizzazione mondiale del Turismo, il Global Sustainable Tourism Council e la stessa Commissione europea.

Di Redazione